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mercoledì, 17 giugno 2009
martedì, 02 giugno 2009
Ok, se fossi il titolare di una casa editrice che si è schiattato il weekend lungo del 2 giugno per partecipare all'edizione più loffia della storia di Galassia Gutenberg, probabilmente non direi quello che sto per dire.
Ma poiché sto accucciuliata sul cuscino di piume d'oca del visitatore domenicale che non teneva niente di meglio da fare, posso dire con grande convinzione che non esiste alcuna fiera del libro al mondo, per quanto micragnosa e desolata, che non sia un piacere visitare (per chi scelga liberamente di andarci, è chiaro).
Per capirci, per me anche una bancarella sgangherata di libri usati che decidesse di autodefinirsi fiera del libro difficilmente lascerebbe del tutto insoddisfatto il suo visitatore. Va bene, diciamo un visitatore come me, ma secondo me non sono la sola a vederla così.
Il fatto è che di questi luoghi non ha grande importanza l'estensione, perché per quanto tu possa stare concentrato, non puoi prestare attenzione a più di cinque, sei stand, quando va tutto bene. Il tempo di visita - di visita vera, dico, al netto del cazzeggio - per me è sempre lo stesso, non più di un'ora e mezza, massimo due. Che poi è lo stesso tempo che riesco a passare davanti a una sola bancarella di libri vecchi di via Benedetto Croce.
(Oh, naturalmente qui si parla della visita alla fiera con l'obiettivo di visitare la fiera. Tutt'altro fatto è se ci vai con l'idea di fare l'acchiappo pseudointellettuale, con le tette e il culo da fuori ma con gli occhiali con la montatura nera e i Fratelli Karamàzov in mano)
Insomma, tutta questa lunga premessa per dire che io all'edizione più loffia del secolo di Galassia sono andata, che gli espositori erano davvero pochi, i visitatori sparuti, e che questa povertà, che forse a molti sarà apparsa negativa, ha costituito per me motivo di grande godimento. Per molti motivi, ma per uno in particolare: ho conosciuto Rodolfo.
Questa è la foto di Rodolfo.

Rodolfo è un bellissimo vecchietto di ottant’anni, poeta e titolare, da circa quarant’anni, di una piccola casa editrice vomerese, la Rubino Rodolfo Istituto Grafico Editoriale Italiano, che tre anni fa gli è stata incendiata dalla camorra, cosa che lo ha costretto, per continuare la propria attività, a partecipare solo alle fiere.
Sul finire della visita a Galassia, quando già strisciavo i piedi per terra dalla stanchezza e dopo aver comprato -come da tradizione- solo cd di jazz, il mio sguardo resta colpito dai suoi libri, dalla forgia antica, tutti su Napoli, molti di poesia.
Mo’ il fatto è che da anni vado alla ricerca di un libro di un tal Giuseppe Cicala, che ebbi la fortuna di pescare in una tenuta toscana anni fa e che mi dilettai a leggere pubblicamente a un gruppo di amici non partenopei per un intero weekend, ricevendo lodi sperticate per l’intensità dell’interpretazione alla mariomerola con cui seppi cimentarmi. D’altra parte i temi trattati lo richiedevano. La mia poesia preferita parlava di uno scopatore del Pallonetto che si appiccicava con i fetenti che buttavano la munnezza giù dal balcone.
Ebbene, per anni l'ho cercato dappertutto, a Portalba, da Guida, da Colonnese, ma di Giuseppe Cicala nessuna traccia. Nessuno lo conosceva, niente da fare.
Quando mi sono trovata davanti un intero stand di libri di poesie napoletane, ho chiesto al venditore – ma senza alcuna speranza di successo – se teneva questo libro.
Non potete capire la mia sopresa quando il venditore ha sgranato gli occhi e mi ha detto:
- Ma come, lo conoscete? Voi, così giovane, come fate a sapere di Giuseppe? Quello era amico mio! Un grandissimo poeta! Vedete, gli ho pure dedicato una mia poesia, guardate, guardate… (e mi apre un suo libro di poesie)
- Sì, scusate, con tutto il rispetto, ma io non cercavo le vostre poesie, volevo quelle di Cicala…
- E un libro di Cicala non lo tengo, tengo alcune poesie sparse qua e là nelle antologie. Scordatevi di trovare il libro, non lo troverete mai. Io lo tengo, ma a casa mia, è stato stampato in duecento copie, non di più, per gli amici.
- Ma una famiglia la terrà questo Cicala, una vedova, una figlia, un’amante di trent’anni più giovane…
- Signorina, scordatevelo. L’unico modo che avete di ritrovare Cicala è andare torno torno ad acchiappare le poesie nelle antologie. Vedete, vedete qua… A pizza, la più grande ode che sia mai stata scritta sull’argomento…
- No, io volevo quel libro là…
- No, quel libro là non ci sta. Vedete questa qua in quest’altro libro, sull’ammore carnale…
- No, no e nno. Volevo quello.
- E non lo tengo.
- E allora vengo a casa vostra e mi fotocopio quello che tenete voi.
- E signorina, ma voi siete un poco scostumata.
- Un poco sì, ma è la disperazione che mi fa parlare. Voi siete l’unico anello di collegamento tra me e il Cicala, se perdo voi perdo Cicala per sempre, rendetevi conto, mettetevi nei miei panni.
- E allora vi lascio il mio biglietto da visita.
- Guardate che io vi chiamo, eh…
- E chiamatemi, che vi devo dire…
- E grazie, e scusate la scostumatezza. Facciamo così, non mi compro le antologie con Cicala dentro, mi compro questo libro sui fatti divertenti da raccontare agli amici.
- E io allora vi regalo il mio libro di poesie.
- E però ci voglio la dedica dentro.
- E come vi chiamate.
- Hanging.
- A Hanging (a capo) con vivissima simpatia.
- Grazie Rodolfo.
- Sì, ma leggetelo piano, lentamente, non più di una per volta, è roba densa. Qua si parla d’amore, il mio per mia moglie, ma va bene pure per voi.
- Ma da quanto siete sposato?
- Da più di trent’anni.
- Ummamma, Rodolfo, e come avete fatto a restare così innamorato per tutto questo tempo?
- Eh, la gente pensa che l’amore è ‘na specie ‘e spirito santo, che uno se ne sta là a grattarsi la panza e fa tutt’iss, lo spirito. Ma quando mai! Quello l’amore è una scienza e un’arte, è sanguessudore, s’adda pava’.
- Rodolfo, tenete troppo ragione. Vi chiamerò.
Rodolfo non l’ho ancora chiamato, ma lo farò. Per il momento, in suo onore ho chiamato il mio Sym HD 200 come lui.
Ciao, Rodolfo.
mercoledì, 22 aprile 2009
Come saprete, il 24 (che è venerdì, per gli amici) è il GGP dell'amata pesciula flounder.
Ergo, il giorno 25 è istituita un'intera giornata di festeggiamento-senza-dirlo®.
Il festeggiamento-senza-dirlo® è un'evento di nostra creazione che consiste nel fatto di ritrovarsi casualmente tutti nello stesso posto a una stessa ora e nel fare una serie di cose insieme, non per festeggiamento, mai!, ma così.
Il format della performance collettiva prevede che ci sia un programma di base -peraltro con dei vuoti e suscettibile di variazioni per seguire l'estro del momento-, in cui ciascuno dei partecipanti si innesta a piacere.
Nel nostro caso il programma è questo:
- sabato mattina, diciamo dalle 11: fiera del baratto e dell'usato. Non si vuole fare della discriminazione sessista, ma si sappia che qualunque maschio decida di inserirsi in questa parte del programma si troverà in compagnia di almeno 5 femmine assatanate di varia età alla ricerca dell'affare vintage più osceno, e sarà cagato praticamente zero. Però magari c'è qualcuno a cui piace, quindi la cosa è aperta a tutti;
- sabato a pranzo: una roba da mangiare veloce, leggera, seduti a un tavolo al solo scopo di redigere il menu antropologico della serata e il relativo piano della spesa, e di nominare il capochef. Il menu antropologico dovrà essere caratterizzato almeno da un pollo 'mbuttunato e dall'utilizzo di almeno metà della riserva di 25 chili di scalogno giacente da oramai troppo tempo in casa hanging;
- sabato primo pomeriggio: spesa selvaggia con quel che resta nel portafogli dopo la fiera del baratto;
- sabato, diciamo dalle 17 in poi: apertura della cucina di casa Hanging con capochef che orchestra il lavoro del team, dal primo cuoco all'ultimo sguattero;
- sabato ore 21: degustazione pietanze e votazione della cucchiara d'oro e del mestolo mesto, nonché della scodella positiva e del piatto assassino della serata. La gola non resterà all'asciutto, questo è certo;
- sabato dopo cena: non si sa di preciso. forse una passeggiata a via caracciolo in mezzo ai tamarri fino a ciro a mergellina per un caffè. unico punto fermo: il lancio della mongolfiera cinese a piazza plebiscito.
L'evento è aperto a tutti i belli, purché vinomuniti.
martedì, 21 aprile 2009
sabato, 04 aprile 2009
sabato, 28 marzo 2009
venerdì, 20 marzo 2009
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