
Queste parole di colore oscuro
vid’io scritte al sommo di una porta;
per ch’io: "Maestra, il senso lor m’è duro".
Ed ella a me, come persona accorta:
"Qui si convien montar su d'un tacchetto;
ogne beltà convien che qui sia colta.
Noi siam venute al loco ov’i’ t’ho detto
che tu vedrai le genti assai sinuose
c’hanno perduto il ben de l’intelletto".
E poi che la sua mano a la mia puose
con lieto volto, ond’io mi confortai,
mi mise dentro a le segrete cose.
Quivi sospiri, canti e gran viavai
risonavan per l’aere sanza stelle,
per ch’io al cominciar m'emozionai.
Diverse lingue, magnifiche gonnelle,
miscugli di odore, cabecei di mira,
luci calde e fioche, e suon di pie' con elle
facevano un tumulto, il qual s’aggira
sempre in quell’aura sanza tempo tinta,
come la rena quando turbo spira.
